Gennaio 292016
 

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RADICI et GRUPPO INCANTO reçoivent le Label QC Europe (Queen Christina – Europe). Questo certificato viene conferito ad aziende e associazioni che hanno deciso di adottare i principi della difesa dei valori di tolleranza, passione per la conoscenza, l'affermazione della libertà di circolazione delle idee, il riconoscimento di un'identità all'interno di questo insieme di culture diverse che costituiscono Europa e tutta la sua ricchezza. Europa, come sue istituzioni, soffre di una mancanza di immagine come lei non ha mai conosciuto. È poco o nessun visibile, difficilmente leggibile, un senso di dubbio tra molti cittadini in aumento. Europa, È la pace e la crescita, Nessuno può negare questa realtà rinforzata da quasi settant'anni di stabilità politica.
L'obiettivo della associazione Christine della Svezia, L'europea è quello di promuovere il coinvolgimento di tutti, senza partigianeria, su un progetto collettivo, portatore di valori indiscutibili, Raccoglitrice di energie ed entusiasmo; le parole d'ordine sono tolleranza, vivere insieme, la passion des savoirs et du progrès dans l’affirmation d’une identité nationale ET européenne.

Nous en sommes fiers et reconnaissants

RADICI e GRUPPO INCANTO hanno ricevuto il Label QC Europa, Queen Christina, Europa

Un Label conferito alle imprese ed associazioni che hanno deciso di adottare i principi della difesa dei valori di tolleranza, di passione per cultura, l’affermazione della libertà di circolazione delle idee, la riconoscenza di un’identità in seno a questo insieme di varie culture che è l’Europa e tutta la sua ricchezza.
L’Europa, come le sue istituzioni, soffre come non mai di un deficit di immagine. Non è o poco visibile, ancora meno comprensibile, aumentando un certo sentimento di dubbio presso un numero sempre più importante di cittadini. L’obiettivo dell’associazione Christine di Svezia, è di promuovere l’impegno di tutti, senza spirito di parte, su un progetto collettivo, portatore di valori indiscutibili, unificatore di energie e di entusiasmo; le parole chiave sono la tolleranza, il vivere-insieme, la passione per lo scibile e il progresso nell’affermazione di un’identità nazionale E europea.
Come RADICI e GRUPPO INCANTO ne siamo fieri e riconoscenti

Gennaio 282016
 

1,30 Euro, Prezzo di una corsa in metropolitana, Mostra d'arte contemporanea incluso ! Napoli, Sedici “Stazioni dell'arte” sono stati progettati dai più importanti architetti, designer e artisti del mondo. L'ultimo è stato inaugurato lunedì. Et ça n’est pas fini !

http://www.vivere.napoli.it/stazioni-arte-metropolitana-napoli/

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METRO2L’amministrazione comunale ha trasformato le semplici e poco attraenti fermate della Metropolitana di Napoli in luoghi affascinanti dove i cittadini possono incontrare l’arte contemporanea mentre usufruiscono del servizio pubblico. Gli spazi interni della Linea 1 e della Linea 6 accolgono circa 200 opere realizzate da 100 artisti contemporanei, trasformando ogni fermata metropolitana in un percorso espositivo aperto. Un museo distribuito sull'intera zona urbana che permette al territorio di acquistare un valore nuovo e fama internazionale.
Smesso di Toledo – Classificato il più splendido resort in Europa dal quotidiano britannico The Daily Telegraph -, È correttamente “a ruba” da vicino Mediterraneo : giù nelle viscere della terra, circondato da quadrati blu del mosaico, al fondo di una piscina, che un lucernario si connette al mondo esterno.

La stazione di Toledo

Quindi, Queste sono le “Onde” il catalano Oscar Tusquets Blanca, che prenderci ai piedi della scala mobile, prima di essere “scosso” dal lavoro di Robert Wilson, “In riva al mare… Io e te”, si compone di pannelli intarsiati con lampade a led, che vengono generati sul nostro passaggio. Il “Stazioni dell'arte”, che ospitare non meno di 200 opere, rientrano in un piano globale di pianificazione e sviluppo dei trasporti pubblici di Napoli, conosciuto per il suo traffico di Monster. Rosa fucsia in una direzione, giallo-verde in altra, Stazione Università è l'unico ad essere progettato interamente da un singolo artista, Designer anglo-egiziano Karim Rashid.

Stazione Università

Marciapiede, pareti, su per le scale che conducono verso l'uscita, uno decorato con il ritratto del poeta Dante Alighieri, altro che sua musa Beatrice : tutto ciò che dovrà competere per fare vivere il uno viaggiatore “esperienza sensoriale ed estetica”. È Achille Bonito Oliva, coordinatore artistico con la società che gestisce la metropolitana, Chi ha scelto per ognuno degli artisti, architetti e designer, Italiana e internazionale. “Si tratta di un incontro tra bellezza e trasporto. Chiediamo agli artisti di creare un'opera che si inserisce nella stazione”, Egli spiega a AFP. Non si tratta qui di “decorare” semplicemente lo spazio, ma per creare “un museo obbligatorio”, al fine di generare dalla “familiarità” tra gli utenti che non andare al Museo e un'arte “quel viaggio” e ha “una funzione sociale”, Aggiunge il critico d'arte. In una città appesantito da disoccupazione e povertà, È importante “mettere l'arte nella vita delle persone”, Aggiunge il regista di MetroNapoli, Giannegidio Silva.

Lanciato nei primi 2000 e con un budget di 1 miliardo di euro, progetto, finanziato metà di Europa, ha raggiunto lunedì una nuova dimensione con l'apertura sotto il posto di Garibaldi del XVI secolo “la stazione dell'arte”, prima della sua apertura al pubblico a fine dicembre. Architetto francese Dominique Perrault, creatore di Bibliothèque François-Mitterrand a Parigi, Chi era responsabile per il suo design. Pensato per essere una piattaforma multimodale collega la stazione ferroviaria, due linee della metropolitana esistente e traffico regionale, la stazione di Garibaldi si prevede di raddoppiare il numero di utenti al giorno, attualmente stimati a circa 200.000.

La stazione di Garibaldi

Prima di un pannello di funzionari, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha affittato al microfono di AFP “Questo Museo di arte contemporanea underground e nostro metro, uno dei più belli del mondo”. Nella parte inferiore delle scale mobili dalla stazione Garibaldi, ad una profondità di 40 metri, sotto un baldacchino fatto di tubi metallici, giustamente chiamato “Stazione” Pistoletto, uno dei pilastri del movimento contemporaneo “Arte Povera”, presenta un grande specchio, immagini di passeggeri in attesa, parlare, Guardare.

Presenti all'inaugurazione, dell'artista 80 anni dice che è maturato per lungo tempo un lavoro “l'idea della stazione” : “passeggero/spettatori entrando il lavoro, nemmeno un attimo (….), È un rapporto tra arte e vita, arte e dalla stazione ferroviaria”.

Qui per 2015, Apri per attivare stazioni “Duomo”, opera d'arte di Massimiliano FuKSAs, e “Municipio”, diretto dal portoghese Alvaro Siza e Eduardo Souto de Moura, entrambi i vincitori del premio Pritzker, Il NobEl Architetti.

Gennaio 282016
 

Questo sito nasce come supporto al Sistema-Didatticarte, un progetto di insegnamento alternativo del disegno e della storia dell’arte attraverso tutti gli strumenti offerti dalle tecnologie digitali

 

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Il progetto si basa sul sito/blog, il wiki-glossario e la relativa pagina sui maggiori social network.

http://www.didatticarte.it/Blog/

 

 

Gennaio 202016
 

E’ morto Ettore Scola, l’ultimo grande maestro della commedia italiana. Aveva 84 anni. Il grande regista si è spento del reparto di cardiochirurgia del Policlinico di Roma.

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Con il suo cinema ha raccontato l’Italia che si riscattava dal fascismo e cercava di dimenticare la guerra, con un linguaggio profondo ma lieve ha saputo tratteggiare tutti i tipi di italiani, dagli intellettuali di sinistra ai commercianti che si fanno concorrenza. Protagonista, prima come sceneggiatore e poi da regista, di alcune delle più belle pagine del cinema italiano, Ettore Scola era nato a Trevico (Avellino) il 10 maggio 1931.

La sua carriera era iniziata nel campo del giornalismo con la collaborazione alla rivista umoristica Marc’Aurelio e con quelli che poi lui chiamerà “scarabocchi, cui si era dedicato fin da giovane, contemporaneamente al corso di Giurisprudenza a Roma. Poi dalla metà degli anni ’50 cominciò a scrivere sceneggiature collaborando con Age e Scarpelli, per film come Un americano a Roma (1954), La grande Guerra (1959) e Crimen (1960). L’esordio alla regia è nel 1964 con il film Se permette parliamo di donne con Vittorio Gassman, che insieme a Nino Manfredi e Marcello Mastroianni, sarà uno degli attori preferiti da Scola.

Con Il commissario Pepe (1969) e Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca(1970) Scola entra nel decennio più importante della sua carriera. Nel 1974 dirige C’eravamo tanto amati, film che ripercorre un trentennio di storia italiana dal 1945 al 1975 attraverso le vicende di tre amici interpretati da Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Stefano Satta Flores, tutti innamorati di Luciana (Stefania Sandrelli). Il film è un capolavoro che lo consacra definitivamente tra i grandi del cinema italiano regalandogli anche la fama internazionale. Seguono altri titoli imprescindibili quali Brutti, sporchi e cattivi (1976), con cui vinse il premio per la regia a Cannes, e Una giornata particolare (1977) con Sophia Loren e Marcello Mastroianni, forse la pellicola di Scola più acclamata anche all’estero. Nel 1980 il regista gira La terrazza, amaro bilancio di un gruppo di intellettuali di sinistra in crisi. Emblema degli anni ’80 di Scola è il film La famiglia (1987), commedia che ripercorre 80 anni di storia (1906-1986) con Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli e Fanny Ardant.

Con il film Concorrenza sleale, ambientato durante il Fascismo, e il documentario dedicato a Roma, Ettore Scola aveva detto di aver concluso la sua attivià di regista. In realtà poi negli ultimi anni aveva realizzato due documentari, uno deidicato a Roma,Gente di Roma, e un altro sul suo grande amico con il quale aveva lavorato fin dai tempi del Marc’Aurelio, Che strano chiamarsi Federico.
Ettore Scola era sposato con la sceneggiatrice e regista Gigliola Scola. Insieme alle sue due figlie Paola e Silvia aveva presentato a novembre alla Festa di Roma il documentario che raccontava la sua vita e la sua carriera, Ridendo e scherzando. In quell’occasione aveva detto: “Il cinema è un lavoro duro ma si può ridendo e scherzando mandare qualche messaggetto, qualche cartolina postale con le proprie osservazione sul mondo. Il cinema è come un faretto che illumina le cose della vita”.

Gennaio 192016
 

Forse lo parlate o forse no, ma senz’altro ha prestato parole ed espressioni al vostro vocabolario e conoscete parecchie persone che lo usano a volontà. Sì, mi riferisco al dialetto, una delle tante ricchezze della lingua italiana di cui il 17 gennaio si celebra la giornata nazionale. Linguaenauti ha colto l’occasione e, semplificando semplificando, ha messo insieme qualche curiosità sui dialetti dello stivale.

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Partiamo con alcuni dati: l’ultimo rapporto Istat sull’uso del dialetto è stato pubblicato alla fine del 2014 (dati raccolti nel 2012). Il 53,1% del campione tra i 18 e i 74 anni parla italiano in famiglia, mentre l’uso prevalente del dialetto riguarda il 9% della popolazione (le percentuali scendono con gli amici e crollano con gli estranei). Le donne mostrano una maggiore propensione a parlare in italiano in famiglia (55,2% a fronte del 51% degli uomini) e con gli amici (60,9% contro il 51,7% degli uomini). L’uso prevalente o esclusivo dell’italiano in famiglia è più diffuso al Centro e nel Nordovest (69,5%) rispetto al 38,8% dei residenti nel Nordest, Sud e isole.
Sfatiamo qualche convinzione

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È ancora diffusa l’idea che i dialetti siano una “corruzione” dell’italiano, ma non è affatto così: sono la normale evoluzione della lingua parlata localmente, che deriva in prevalenza dal latino (ma anche da dialetti tedeschi al nord e dal greco e albanese al sud) con l’influenza delle lingue precedenti (i sostrati) o arrivate successivamente con le conquiste militari, i movimenti migratori e così via. L’italiano standard si è evoluto a partire dal toscano. Perché proprio il toscano? È presto detto: grazie al prestigio e al successo di autori in volgare come Dante, Boccaccio e Petrarca (come sappiamo, anche il milanese Manzoni andò a sciacquare i panni in Arno secoli dopo). Dopo l’Unità d’Italia questa lingua principalmente letteraria parlata da una piccola percentuale della popolazione si diffuse grazie all’istruzione obbligatoria e, soprattutto, alla televisione. Insomma, pensate: se Jacopone da Todi avesse avuto più fortuna oggi ben altro italiano risuonerebbe nella penisola!

Lingue o dialetti?

La diatriba sulla definizione di lingua e dialetto è lunga e tortuosa e in Italia diventa particolarmente complicata per la grande varietà di parlate locali, alcune con una lunga tradizione letteraria o politica. Il governo italiano riconosce ufficialmente come lingue il sardo, il friulano e il ladino, mentre l’UNESCO riconosce anche il napoletano e il siciliano. Il dibattito tra tutela del patrimonio culturale e la normale evoluzione delle lingue è ancora lungo.

Quali dialetti si parlano in Italia?
È molto difficile tracciare confini netti per i dialetti italiani, dal momento che la varietà è talmente vasta da non consentire l’individuazione di ampi fasci di isoglosse, ovvero zone geografiche che condividono gli stessi tratti morfologici, fonetici o lessicali. Detto più semplicemente, in Italia anche paesini confinanti presentano dialetti con differenze molto marcate.

francescopetrarca_250x286Tuttavia è possibile individuare delle macroaree secondo alcune caratteristiche peculiari che permettono di raggruppare un buon numero di dialetti, di cui mi limito a segnalare solo alcuni tratti fonetici che senz’altro riconoscerete. La prima è la linea La Spezia-Rimini e delimita i dialetti settentrionali, che presentano l’indebolimento delle consonanti intervocaliche (ad esempio la semplificazioni delle doppie), la caduta delle vocali atone finali eccetto la a e l’assibilazione, o trasformazione in s, di consonanti palatali come la c. Insomma, il buon vecchio gióso de vin (dove “goccio” naturalmente è una metonimia per “bicchiere colmo”!).

dante_alighieri_2La linea Roma-Ancona separa la macroarea toscana da quella centro- meridionale, che va da Lazio, Umbria e Marche fino a Puglia e Calabria settentrionali. Come abbiamo detto, dal toscano deriva l’italiano standard, ma le differenze ci sono eccome. La principale consiste nella cosiddetta gorgia toscana, ovvero l’aspirazione di k, t, p (Mihela è nel phratho). L’area centro-meridionale invece si caratterizza per la vocale finale indistinta ə (quant’è bellə!), per la sonorizzazione delle occlusive dopo nasale, come dente > dende e per l’affricazione della s (un conziglio).

canzoniereI dialetti meridionali estremi vanno dal Salento alla Calabria centro-meridionale fino alla Sicilia e anche in questo caso i tratti comuni sono tanti e interessanti, come la distinzione tra o e u latine finali (focu meu! è l’Oh my God! della Calabria meridionale) o i suoni detti cacuminali, curiosamente presenti anche nelle lingue indiane e scandinave: l’affettuoso appellativo bedda mia ha proprio questo suono occlusivo retroflesso sonoro.

Gennaio 192016
 

LaStampa.it

L’italiano non sarà più discriminato nei concorsi dell’Unione europea per la selezione del personale delle Istituzioni. Dopo una lunga battaglia legale e una serie di ricorsi presentati dall’Italia – che ha fatto fronte comune con la Spagna – a partire dalla prossima primavera non saranno più inglese, francese e tedesco a farla da padroni.

La notizia arriva con la risposta della vicepresidente della Commissione Ue Kristalina Georgieva a una interrogazione presentata dal vicepresidente dell’Europarlamento Antonio Tajani insieme al collega spagnolo Luis Ramon Valcarcel dopo le sentenze della Corte di giustizia europea che avevano dato ragione a Italia e Spagna sulla discriminazione delle lingue nazionali.

«La Commissione ritiene che sia possibile migliorare alcuni elementi delle attuali norme generali relative all’uso delle lingue nei concorsi gestiti dall’Epso (Ufficio europeo di selezione del personale) alla luce delle sentenze», ha affermato Georgieva, ricordando che «in quest’ottica, l’Epso sta attualmente rivedendo le disposizioni generali relative ai concorsi».

«Battaglia vinta, la lingua italiana non verrà più discriminata nei concorsi Ue», ha dichiarato Tajani, dopo la risposta di Georgieva che, da parte sua, ha garantito che «l’Epso si adopererà per garantire sia il pieno rispetto del principio di non discriminazione che un funzionamento adeguato e corretto dell’amministrazione dell’Ue in presenza di 24 lingue ufficiali».

Con una sentenza del 24 settembre scorso, la Corte di giustizia aveva annullato tre concorsi organizzati da Epso a causa del fatto che la lingua era stata ridotta alla rosa tedesco-inglese-francese ed era stato inoltre imposto ai candidati di scegliere la seconda lingua all’interno della stessa rosa. E il 17 dicembre Il Tribunale Ue ha annullato con tre sentenze una serie di bandi di concorso dell’Epso per aver discriminato la lingua italiana.

Già dal 2011 l’ufficio di selezione del personale Ue aveva cominciato ad adeguarsi e a pubblicare alcuni bandi di concorso e le prove di pre-selezione in tutte le lingue ufficiali dell’Ue. Ma ora ci saranno nuove regole valide sempre e per tutti. E i tempi saranno brevi: l’Ufficio di selezione del personale Ue, ha spiegato Georgieva, «intende pubblicare la procedura di selezione rivista nella primavera del 2016».

 

DEC 112015
 

Ciclo di conferenze ospitate da Bernadette DE PASCALE-DALMAS

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L"Simpatico italiano BLAGNAC-POMIGLIANO D'ARCO
Vi invita ad un ciclo di conferenze sui PITTORI ITALIANI

animate da Bernadette DE PASCALE-DALMAS

INFORMAZIONI 05 61 59 51 63 – Posta elettronica bdepascale@free.fr Ingresso gratuito

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Date 2016 – Giovedì, a 18

7 Gennaio FIRENZE, POLLAIOLO e bottega

4 Febbraio FIRENZE, VERROCCHIO e bottega

3 Marzo di CHIRICO, PITTORE METAFISICO

7 LEONARDO di Avril o il sogno di Icaro

12 Maggio MODIGLIANI, RITRATTI di donne

L'Auditorium Town Hall

Posto J-Louis Puig

31700 BLAGNAC